IL BILANCIO DEL BENE COMUNE – IL CUORE DEL PROGETTO

 

benecomune

 

Il bilancio del bene comune è il “cuore" dell'economia del bene comune. Mette al centro dell'attività economica l'essere umano e tutti gli esseri viventi,
nonché il funzionamento delle relazioni tra di loro.

Traspone sul mercato i valori relazionali e costituzionali validi già oggi, premiando i soggetti economici se agiscono e si organizzano in maniera cooperativa, solidale, ecologica e democratica.

Questo strumento cooperativo fa sì che i valori della società diventino i valori dell'economia.

 

 

FUNZIONE DEL BILANCIO DEL BENE COMUNE 

 

La funzione fondamentale del bilancio del bene comune è quella di misurare il "successo" economico dell'impresa nel suo nuovo significato.

 

Nell'economia del bene comune il successo non è più valutato in base al profitto finanziario, bensì in base a indicatori che misurano il contributo dell'impresa al bene della collettività. ll profitto finanziario è insufficiente a fornire informazioni sui veri obiettivi dell'attività economica: soddisfacimento dei bisogni, creazione di un valore d'uso, creazione di senso, equità distributiva, partecipazione estesa a tutti, cogestione, democrazia di genere, ecosostenibilità, qualità della vita, ecc.

 

Il motivo profondo di tutto ciò sta nel fatto che il profitto finanziario è misurato in denaro e il denaro misura soltanto il valore di scambio, ma non i valori d'uso. Nell'economia del bene comune il profitto finanziario è soltanto un mezzo per conseguire un fine : la massimizzazione del bene comune. Il profitto finanziario non deve più essere massimizzato, né incrementato ad ogni costo. Deve essere un mezzo al servizio del nuovo fine.

 

Con il bilancio del bene comune si misura ciò che veramente conta. La matrice del bene comune "interseca" valori di fondo condivisibili dalla maggioranza – dignità dell'essere umano, solidarietà, ecosostenibilità, equità sociale e cogestione democratica – con i portatori di interesse (stakeholder) dell'impresa: personale dell’azienda, fornitori, clienti, finanziatori, soggetto sovrano (locale), generazioni future, natura.

 

I 17 indicatori del bene comune formulati nei punti di intersezione devono rendere possibile la valutazione del comportamento dell’impresa ed il suo contributo al bene comune:

 

1. GESTIONE ETICA DELLE FORNITURE


2. GESTIONE ETICA DELLE FINANZE


3. QUALITA' DEL POSTO DI LAVORO ED EQUIPARAZIONE


4. RIPARTIZIONE EQUA DEL LAVORO


5. COMPORTAMENTO ECOLOGICO DEI COLLABORATORI


6. RIPARTIZIONE EQUA DEL REDDITO


7. TRASPARENZA E COGESTIONE ALL'INTERNO DELL'AZIENDA


8. RAPPORTI ETICI CON I CLIENTI


9. SOLIDARIETÀ CON LE IMPRESE PARTNER


10. CONFIGURAZIONE ECOLOGICA DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI


11. CONFIGURAZIONE SOCIALE DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI


12. INNALZAMENTO DEGLI STANDARD SOCIALI ED AMBIENTALI DEL SETTORE


13. SIGNIFICATO E RIPERCUSSIONI SULLA SOCIETÀ DEI PRODOTTI E SERVIZI


14. CONTRIBUTO IN FAVORE DELLA COLLETTIVITÁ


15. RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE


16. RIDUZIONE AL MINIMO DELLA RIPARTIZIONE DEI PROVENTI AD ESTERNI


17. TRASPARENZA E COGESTIONE SOCIALE



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